In sintesi. Il Tribunale di Ancona, Sezione misure di prevenzione, ha revocato il sequestro di due autovetture – tra cui una Maserati GranTurismo – disposto per una presunta sproporzione tra beni e redditi dichiarati, e ha respinto la richiesta di sorveglianza speciale avanzata dalla Procura.
- Autorità: Tribunale di Ancona, Sezione misure di prevenzione
- Procedimento: misure di prevenzione (d.lgs. 159/2011)
- Misure richieste: sequestro di due auto e sorveglianza speciale di pubblica sicurezza
- Contestazione: acquisti 2019–2022 ritenuti sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati
- Esito (marzo 2025): sequestro revocato, auto restituite, sorveglianza speciale respinta
- Difensore: Avv. Catello De Simone, foro di Ancona
Cosa è successo
Nel giugno 2024 la Guardia di Finanza di Civitanova Marche ha eseguito un sequestro nei confronti di un imprenditore della provincia di Macerata, titolare di una ditta individuale. Sono state sequestrate una Maserati GranTurismo e una Volvo.
Secondo l’Ufficio misure di prevenzione del Tribunale di Ancona, le auto acquistate tra il 2019 e il 2022 avevano un valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati e potevano rappresentare il reimpiego di proventi illeciti. Oltre al sequestro, la Procura aveva chiesto l’applicazione della sorveglianza speciale.

Il sequestro nel procedimento di prevenzione
Le misure di prevenzione patrimoniali sono previste dal Codice antimafia (d.lgs. 159/2011). Il sequestro disposto in questo ambito è diverso da quello di un processo penale: non richiede una condanna e si fonda su due elementi, la presunta pericolosità sociale della persona e la sproporzione tra il valore dei beni di cui dispone e il reddito dichiarato o l’attività economica svolta.
Il sequestro può portare alla confisca. Per questo è decisivo il momento in cui la persona interessata può spiegare e documentare la legittima provenienza dei beni: se emerge che i beni sono stati acquistati con risorse lecite, il sequestro deve essere revocato.
La sorveglianza speciale è invece una misura personale, che limita la libertà di movimento e impone una serie di prescrizioni. Richiede una pericolosità sociale attuale: non basta che la persona abbia avuto problemi con la giustizia in passato.
Il lavoro della difesa
L’Avv. Catello De Simone ha depositato una memoria difensiva con tutta la documentazione necessaria, lavorando su due piani.
- Il valore reale dei beni. La Maserati non era un’auto di lusso del valore di listino del modello: aveva circa 220.000 chilometri e danni importanti a motore, cambio automatico e carrozzeria. Era stata acquistata per meno di 10.000 euro.
- La capacità economica. Dal 2021 l’imprenditore aveva svolto diversi lavori documentati (bracciante agricolo, lavoratore domestico, addetto in una pizzeria) e viveva in casa del padre, con spese contenute. Le risorse per l’acquisto erano quindi compatibili con i suoi redditi.
Sulla sorveglianza speciale, la difesa ha contestato che mancasse l’attualità della pericolosità sociale richiesta dalla legge.
L’esito
Nel marzo 2025, circa nove mesi dopo il sequestro, il Tribunale di Ancona ha accolto le richieste della difesa: ha revocato il sequestro di entrambe le auto, disponendone la restituzione, e ha respinto la richiesta di sorveglianza speciale per mancanza di attualità della pericolosità.
Cosa insegna questo caso
- La sproporzione si misura sul valore effettivo del bene e sul prezzo realmente pagato, non sul prestigio del marchio.
- Contano tutti i redditi leciti documentabili, anche quelli da lavori saltuari, e il tenore di vita reale della persona.
- Una memoria difensiva completa di documenti può portare alla revoca del sequestro già prima della decisione sulla confisca.
- La sorveglianza speciale non è automatica: la pericolosità deve essere attuale e va provata.
Domande frequenti
Si può ottenere la revoca del sequestro in un procedimento di prevenzione?
Sì. Il sequestro va revocato quando risulta che i beni hanno una provenienza legittima o che non c’è la sproporzione contestata. Servono documenti: contratti, ricevute, estratti conto, buste paga, dichiarazioni dei redditi.
Serve una condanna penale per subire un sequestro nel procedimento di prevenzione?
No. Il procedimento di prevenzione è autonomo dal processo penale e può essere avviato anche senza una condanna, sulla base di indizi di pericolosità sociale.
Chi decide sulle misure di prevenzione nelle Marche?
Per il distretto di Ancona è competente la Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Ancona, che decide su sequestro, confisca e misure personali come la sorveglianza speciale.
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Fonte: Corriere Adriatico, 19 marzo 2025.
Il caso è raccontato senza nomi né dettagli che permettano di identificare la persona assistita, nel rispetto del Codice deontologico forense. Ogni procedimento ha una storia propria: l’esito descritto non è garanzia di risultati analoghi in altre vicende.