23 Ottobre 2026

Arresto per resistenza a pubblico ufficiale a Roma: sei manifestanti liberati dal GIP

Dopo il corteo del 19 ottobre 2013 a Roma, sei giovani arrestati per resistenza a pubblico ufficiale tornano liberi: nessun video sosteneva l’accusa.

Avv. Catello De Simone · Avvocato penalista ad Ancona e Roma

Caso seguito · GIP di Roma: Manifestanti liberati: nessun video sosteneva l’accusa

In sintesi. Dopo il corteo del 19 ottobre 2013 a Roma, sei giovani erano stati arrestati per resistenza a pubblico ufficiale. Il Giudice per le indagini preliminari li ha rimessi in libertà: non c’erano riprese video in grado di sostenere l’accusa nei loro confronti.

  • Autorità: GIP del Tribunale di Roma
  • Accusa: resistenza a pubblico ufficiale (art. 337 c.p.)
  • Persone arrestate: sei manifestanti
  • Esito (ottobre 2013): tutti liberati, arresto non convalidato
  • Difensore: Avv. Catello De Simone, per uno dei sei manifestanti

Cosa è successo

Il 19 ottobre 2013 a Roma si è svolta una grande manifestazione. Durante gli scontri tra alcuni partecipanti e le forze dell’ordine, sei giovani sono stati arrestati in flagranza con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e trattenuti in carcere in attesa della decisione del giudice.

Arresto in flagranza e udienza di convalida: come funziona

Quando una persona viene arrestata in flagranza, il pubblico ministero deve chiedere la convalida dell’arresto entro 48 ore. Il GIP fissa l’udienza nelle 48 ore successive e verifica se l’arresto era legittimo e se esistono elementi sufficienti a carico dell’arrestato. Se l’arresto non viene convalidato, la persona torna libera.

È un passaggio rapidissimo, in cui la difesa deve lavorare in poche ore sugli atti disponibili: verbali di arresto, annotazioni di polizia, eventuali filmati.

La resistenza a pubblico ufficiale nelle manifestazioni

L’art. 337 del codice penale punisce chi usa violenza o minaccia per opporsi a un pubblico ufficiale mentre compie un atto del suo ufficio, con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Nelle manifestazioni il nodo è sempre lo stesso: la responsabilità penale è personale. Non basta essere presenti nel luogo degli scontri, serve la prova di una condotta specifica attribuibile a ciascun arrestato.

Il lavoro della difesa

L’Avv. Catello De Simone, difensore di uno dei sei giovani (gli altri erano assistiti da altri colleghi), ha verificato quali elementi esistessero contro il proprio assistito, evidenziando l’assenza di riprese video o di altri riscontri idonei a dimostrare le condotte contestate dal pubblico ministero. «Non c’era alcun video o filmato che poteva sostenere l’accusa del pm», ha dichiarato l’Avv. Catello De Simone a Il Fatto Quotidiano dopo la decisione.

Il servizio video de Il Fatto Quotidiano sulla liberazione dei sei manifestanti.

L’esito

Il GIP non ha convalidato gli arresti e i sei manifestanti sono stati rimessi in libertà. La vicenda ha avuto risonanza nazionale ed è stata seguita da Il Fatto Quotidiano.

Cosa insegna questo caso

  • Le prime 96 ore dopo un arresto sono decisive: l’udienza di convalida è la prima occasione per contestare l’arresto.
  • In un contesto collettivo serve la prova della condotta del singolo. Video e immagini possono confermare l’accusa, ma anche smentirla.
  • Nominare subito un difensore di fiducia permette di preparare l’udienza sugli atti, nei tempi stretti previsti dalla legge.

Domande frequenti

Cosa succede dopo un arresto durante una manifestazione?

L’arrestato viene messo a disposizione del pubblico ministero, che entro 48 ore chiede la convalida al GIP. All’udienza il giudice decide sulla convalida e sull’eventuale misura cautelare.

Un familiare può nominare l’avvocato per chi è stato arrestato?

Sì. Finché l’arrestato non provvede, la nomina del difensore di fiducia può essere fatta da un prossimo congiunto. È utile farlo subito, prima dell’udienza di convalida.

Cosa rischia chi è accusato di resistenza a pubblico ufficiale?

La pena prevista va da sei mesi a cinque anni di reclusione, ma tutto dipende dalla prova della condotta e dalle circostanze concrete del fatto.

Arresto, perquisizione o misura cautelare?

Lo studio interviene sugli arresti e sulle misure cautelari fin dalle prime ore, a Roma e ad Ancona. In caso di urgenza chiamaci o scrivici su WhatsApp.

Fonte: Il Fatto Quotidiano, 23 ottobre 2013.

Il caso è raccontato senza nomi né dettagli che permettano di identificare la persona assistita, nel rispetto del Codice deontologico forense. Ogni procedimento ha una storia propria: l’esito descritto non è garanzia di risultati analoghi in altre vicende.

Avv. Catello De Simone, avvocato penalista ad Ancona e Roma

Scritto da

Avv. Catello De Simone

Avvocato penalista ad Ancona e Roma, Referente della Camera Penale Minorile di Roma. Segue personalmente ogni caso, senza deleghe e senza promesse di risultato.

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